Biografia

Luca Pignatelli è nato a Milano nel 1962, nella casa-­studio dove suo padre, Ercole Pignatelli, lavorava ai suoi quadri e sculture. Negli anni ’80 l’artista si iscrive alla Facoltà di Architettura, dove gli insegnamenti di Aldo Rossi influenzano profondamente la pratica dell’artista nella sua visione del tempo applicata al concetto di luogo fisico. L’artista crede nel forte legame tra la pittura e il tempo: la presenza simultanea di elementi e forme attribuite a diversi periodi non è solo immaginaria, ma piuttosto talmente reale da permeare tutta la sua opera. Il suo interesse per l’architettura e la sua passione per oggetti di seconda mano e materiali di scarto che custodiscono i segni del tempo e della storia, sono elementi che contraddistinguono la pratica dell’artista: il punto di partenza della sua ricerca sono l’architettura del Pantheon, Vignola, Leon Battista Alberti, Loos and Mies van der Rohe, insieme a svariati esempi architettonici chel’artista incontra e osserva durante i suoi viaggi in Europa. Magazzini, aree di stoccaggio, depositi militari e grandi cantieri sono preziosi luoghi di ricerca per l’artista.
Pittore abile nel gestire la sfida posta da opere di larga scala, Luca Pignatelli utilizza supporti non convenzionali e materiale di scarto come teloni dei treni, legno, ferro, insieme a superfici composte da ritagli di carta assemblati come canvas per la sua iconografia e supporto ideale per la suaraffigurazione, prettamente composta da mezzi meccanici, paesaggi urbani insieme a rovine e statue del periodo classico, che conservano gli echi di un tempo antico ormai passato. La pratica dell’artista include l’utilizzo della fotografia per ritrarre icone dell’antichità, simbolo di un epoca preziosa. Le sculture di dimensioni monumentali raffiguranti imperatori romani insieme a carri trainati dai loro cavalli, decontestualizzate e rappresentate tramite un mix di tecniche diverse e non convenzionali, sono un altro segno distintivo dell’iconografia dell’artista.

Fin dal 1990 l’opera di Luca Pignatelli è stata esposta in musei e gallerie su scala mondiale, come, ad esempio, la 53esima Biennale di Venezia, la Galleria Poggiali e Forconi a Firenze, il Museo Capodimonte di Napoli, Santa Maria delle Grazie a Milano, MAMAC a Nizza, Annex Plus-­White Box e Ethan Cohen Fine Arts a New York, Galleria Daniel Templon a Parigi, Leighton House Museum a Londra, Il Museo Olimpico a Shanghai e Losanna, per citarne alcuni. Il lavoro dell’artista è stato acquisito da importanti istituzioni, quali GAM – ­Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, Galleria degli Uffizi a Firenze, Museo di Capodimonte di Napoli, Palazzo della Pilotta a Parma.
Luca Pignatelli vive e lavora nella sua città natale, Milano.

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Gallery Exhibition

M77 Gallery apre al pubblico con la mostra di Luca Pignatelli, uno tra i più interessanti artisti, contraddistintosi negli ultimi vent’anni per la capacità di intraprendere una ricerca originale, ricca di riflessioni e di spunti critici sul tema della memoria. L’esposizione, dal titolo Off Paper, presenta per la prima volta un’ampia selezione di opere su carta. La carta impressiona le visioni di Luca Pignatelli, conseguite inseguendo tracce disposte nei cassetti della memoria, individuate indagando nelle frequenze dello spazio tempo, sintonizzate nella ciclicità degli eventi della contemporaneità occidentale. Il mondo disegnato da Luca Pignatelli è un condensato di realtà e mitologia. I soggetti sono città bloccate nell’istante di un’intuizione percorsa da treni fermi in attesa di partire da stazioni misteriose, diventate architetture prima ancora dell’invenzione della ferrovia, costruite sulle carte disegnate da Primaticcio, Serlio, D’Orbay, Mansard, ambientate in sfondi che delineano profili di possibili nature arboree, astratte, zoomorfe. Questa esposizione segna il passaggio dalle grandi tele, intrise di una vocazione popolare colta, a una dimensione più intimista. Vedere questi lavori di carta è svelare segreti del backstage celato dietro la sua arte, fatta di cortine, tagli, strappi, macchie, intrusioni di materiali diversi. Svelato l’impianto classico della comunicazione artistica incentrata sulla monumentalità dell’opera, è possibile apprezzare il fervore del fare artistico e delle riflessioni che sondano l’universo delle idee oltre l’interpretazione simbolica del mito.