Gli esordi di Velasco Vitali (Bellano, 1960) sono segnati dall’incontro con Giovanni Testori e la partecipazione alla mostra Artisti e Scrittori presso la Rotonda della Besana di Milano. Le sue opere sono state presentate alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia nel 2011, nel 2014 alla IV Biennale Gherdeina di scultura a Ortisei, in Val Gardena e nel 2015 alla Berlinale, dove vince il premio FIPRESCI, come produttore e protagonista del documentario Il Gesto delle Mani con la regia di Francesco Clerici.

Nel 2011 viene pubblicato Apriti Cielo, volume edito da Skira che raccoglie acquerelli sul tema del sacro: tra questi figurano alcuni dei disegni realizzati per la pagina culturale de “Il Corriere della Sera”, con cui collabora dal 2007.

Tra le mostre nel 2010 Sbarco (Piazza Duomo e Complesso di Sant’Agostino a Pietrasanta e a Milano Piazza Duca D’Aosta e Palazzo Reale). Nel 2011 Branco e nel 2012 Aria (Galleria LKFF di Bruxelles). Nello stesso anno Foresta Rossa a cura di Luca Molinari (Isola Madre e Verbania). La riflessione sulle città fantasma già alla base di quest’ultima installazione continua l’anno successivo con la mostra personale di pittura Foresta Rossa: 416 città fantasma nel mondo a cura di Luca Molinari e Francesco Clerici (Triennale di Milano).

Nel 2017 Velasco cura e progetta con la collaborazione di Peter Greenaway la mostra di suo padre Giancarlo Vitali Time Out (Palazzo Reale, Castello Sforesco, Museo di Storia Naturale e Casa del Manzoni).

Gallery Exhibition

M77 Gallery presenta Vedutapersonale dell’artista italiano Velasco Vitali, che aprirà presso gli spazi della galleria il prossimo lunedì 4 marzo alle ore 19.

Curata da Danilo Eccher, la mostra è concepita come un unico grande progetto espositivo ed è un omaggio alla città di Milano e alla storia che intreccia tra loro i luoghi cari all’artista.

Al piano terra la scena è interamente occupata da una grande tela, raffigurante un paesaggio alpino: sono le Prealpi lombarde, al centro delle quali si ergono la Grigna e il Resegone. L’opera si ispira al celebre disegno che Leonardo da Vinci esegue dal Duomo di Milano. Quel panorama non solo lo interessò al punto da osservarlo e studiarlo a lungo, ma gli fu anche familiare. Vitali prosegue lo studio del grande artista rinascimentale ingrandendo e dando colore a quella stessa corona di monti.

Proprio per questo intimo legame che inesorabilmente passa attraverso l’acqua, il grande dipinto si rispecchierà, sdoppiandosi come in una visione, in un lago artificiale realizzato appositamente negli spazi della galleria; metafora del cambio di prospettiva, il lago rappresenta il luogo dove le riflessioni dell’artista si riflettono e amplificano la loro profondità.

Al piano superiore l’artista pone il Duomo di Milano al centro della sua opera e lo riprende in quattro diversi momenti della giornata: mattino, mezzogiorno, pomeriggio e notte. Tale sezione di opere prende ispirazione da un’altra importante figura della storia dell’arte, Claude Monet (1840-1926), che decise di condurre la propria ricerca luministica su un monumento icona nazionale, la cattedrale di Rouen. L’artista francese in questa serie di trenta opere dimostrò uno dei punti fondamentali del movimento impressionista, ovvero come la percezione che abbiamo della realtà è molto diversa dal suo aspetto oggettivo: nella nostra percezione del mondo entrano in gioco la luce, il movimento e le condizioni meteorologiche in modo che ogni istante risulta diverso da quello successivo.

La mostra sarà accompagnata da un volume con il testo critico di Danilo Eccher e rimarrà aperta al pubblico da martedì 20 novembre 2018 a sabato 2 febbraio 2019.