Braco Dimitrijevic. Traveling to Post History

M77 Gallery presenta Traveling to Post History, personale dell’artista bosniaco Braco Dimitrijevic (Sarajevo, 1948).  La mostra è curata da Danilo Eccher e si sviluppa sui due piani della galleria di via Mecenate, proponendo un percorso che attraversa i temi principali della ricerca artistica di Dimitrijevic.

Ispirandosi alla sua produzione degli anni ’70, l’artista affronta il rapporto tra casualità e creatività con due grandi opere inedite realizzate appositamente per il progetto espositivo  che mettono in discussione, quasi dissacrando, l’idea stessa di opera d’arte e il concetto di artista. Già da quegli anni Dimitrijevic, in anticipo sulla teorizzazione di un’estetica relazionale, si riferisce al ruolo dell’artista come a quello di un “arrangiatore”, che dispone una situazione iniziale di cui il pubblico è co-autore e il cui risultato finale è imprevedibile.

La mostra prende inizio con un’imponente installazione che vede protagoniste due barche le cui vele ritraggono i volti di artisti ed intellettuali quali Tesla, Modigliani Malevic e Goncharova, accomunati da vicende critiche alternanti e che hanno visto la propria fama essere riconosciuta solo molti anni dopo aver prodotto le opere per cui sono considerati dei maestri. Il percorso prosegue nella seconda sala dove l’attenzione si sposta su altre due serie di lavori dell’artista bosniaco articolate intorno alla grande installazione Heralds of Post History, già presente in Arts and Foods organizzata da  Germano Celant presso la Trenniale di Milano in occasione di Expo 2015. Le fotografie appartenenti alla serie Balkan Walzer ritraggono i volti di famosi compositori “sfregiati” da dei picconi i quali rompono la superficie del vetro e rimangono incastonati nell’opera insieme ad un peperoncino rosso a rievocare un rivolo di sangue. Questa serie introduce altri temi cari all’artista, la continua commistione tra natura e artificio (frutta, oggetti di uso comune) il ricorrere a personaggi della Storia per lui particolarmente significativi, da onorare, o stigmatizzare, esprimendo in questo modo giudizi etici ed estetici sulla Cultura, sull’Arte e il ruolo dell’artista. La seconda selezione di lavori è dedicata invece ad un’altro importante corpus nella produzione dell’artista che consiste in installazioni che creano incontri stranianti tra animali selvatici ed opere d’arte. Dialoghi silenziosi in cui la natura e la cultura si fronteggiano in una dimensione sospesa.

Come suggerisce il titolo dell’esposizione, la ricerca di Braco Dimitrijevic parte da una posizione critica nei confronti della Storia: l’artista ha sviluppato il concetto di “Post Storia” all’interno del trattato Tractatus Post Historicus del 1976, qualche anno prima della coniazione del Postmodernismo, definendola come coesistenza di concetti e modelli differenti, pluralismo della verità e tempo di una visione multi-angolare.

La causalità in realtà è il determinismo nascosto perché non c’è nulla di casuale, tutto va visto in una prospettiva cosmica” – spiega l’artista.  “Lo dimostrano i tanti errori della storia che mette ai margini persone come se fossero ‘passanti’ e poi li ripropone come eroi. Basti pensare a Kafka, El Greco dimenticato per 300 anni, Van Gogh e tanti altri. Io racconto questa storia”.

La mostra rimarrà aperta al pubblico dal 10 giugno al 28 settembre 2019 e sarà accompagnata da un catalogo in cui il curatore Danilo Eccher dialoga con l’artista.

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